
Il Giardino della Biodiversità
16 Novembre 2025
PLASTIC FREE
27 Dicembre 2025
Il Giardino della Biodiversità
16 Novembre 2025
PLASTIC FREE
27 Dicembre 2025Mantenera
Mantenera nasce da un desiderio semplice e radicale: cambiare vita.
Elena e suo marito si incontrano in Toscana circa quindici anni fa. Lei, romana, cuoca, lavora in un agriturismo. Lui, milanese, ha appena chiuso la sua attività da architetto e ha scelto di rimettersi in gioco diplomandosi come giardiniere e manutentore del verde alla Scuola Agraria del Parco di Monza.
Entrambi sentono che la direzione presa fino a quel momento non è più quella giusta. Entrambi vogliono stare nella natura, ma senza sapere ancora dove.
Inizia così un lungo viaggio fatto più di domande che di risposte: Toscana, Liguria, Lazio, Umbria, Sicilia. Cercano un luogo che li rappresenti, senza avere legami familiari o radici precise a guidarli. Poi, quasi per caso, arrivano in Basilicata.
È il paesaggio a parlare per primo: un panorama che li fa innamorare immediatamente.
A Tricarico, nel cuore della Basilicata, trovano un terreno con una vista aperta e una presenza silenziosa ma potente: gli ulivi.
Si trasferiscono, inizialmente in una casa in affitto, e iniziano a lavorare la terra. Non sanno ancora tutto – anzi, molto poco – ma decidono di imparare da zero.
Si formano sugli ulivi, sull’olio, sulla gestione del suolo. Costruiscono la loro casa e, insieme, cresce l’azienda agricola. Dal 2015 Mantenera è certificata biologica: una scelta naturale, quasi inevitabile, visto che il terreno è circondato da boschi e privo di contaminazioni.
I terreni sono in pendenza, in parte argillosi. La soluzione non è l’intensificazione, ma l’osservazione: inerbimento permanente, niente aratura, niente macchine agricole.
Non per ideologia, ma per necessità e rispetto. Meno si disturba il suolo, più il suolo risponde.
Quello che trovano è un uliveto in parte abbandonato. Con il tempo, e con cura, rifiorisce.
Mantenera coltiva diverse varietà: Ogliarola del Bradano, Maiatica, Coratina, Leccino.
Ma il vero patrimonio sono gli ulivi storici: piante con un’età compresa tra i 250 e i 400 anni.
Su uno di questi è stata effettuata una datazione al radiocarbonio nell’ambito del Progetto Lucano dei Patriarchi, in collaborazione con l’Università della Tuscia scoprendo così che la pianta risale alla metà del Seicento.
Il Presidio Slow Food arriva dopo attente ispezioni, proprio per questo approccio: tutela della biodiversità, gestione tradizionale, rispetto del paesaggio.
Non è un riconoscimento richiesto per marketing, ma una conseguenza di scelte coerenti.
L’arrivo in un paese di meno di 5.000 abitanti non è semplice. Tutti si conoscono, spesso sono imparentati.
I primi anni sono complessi, capire le dinamiche familiari, la mentalità del posto, il modo di relazionarsi. Dopo la curiosità iniziale, i rapporti restano distanti. Le persone frequentano soprattutto i parenti, faticano ad aprirsi.
Elena e suo marito arrivano persino a pensare di andare via. Gli amici sono lontani, in altre regioni.
Poi fanno i conti con la realtà e scelgono di restare.
La vita che hanno costruito, immersa nella natura, lenta, essenziale, li ripaga.
Hanno sempre vissuto con dei cani, che oggi rappresentano anche un vincolo negli spostamenti, ma fanno parte della loro scelta di vita.
Capire un territorio significa anche accettarne i limiti, non solo celebrarne la bellezza.
Mantenera è stata la prima azienda iscritta all’Albo regionale degli operatori turistici.
L’oleoturismo nasce in modo spontaneo: raccontare l’olio significa raccontare il luogo in cui nasce.
Oggi propongono:
- visite guidate nell’oliveto con degustazione di oli e prodotti locali
- picnic sotto gli ulivi, per godere del panorama
- cooking class con pasta e ravioli preparati e condivisi insieme
- aperitivi con champagne e tartufi lucani, perché la Basilicata è anche terra di tartufo
Sempre all’aperto. Sempre sotto gli alberi.
I visitatori arrivano dall’estero da regioni vicine come Puglia e Campania e, con sorpresa, anche dalla Basilicata stessa
Chi arriva porta uno sguardo nuovo. Spesso diverso da quello di chi è nato lì e ha imparato a vedere solo la fatica.
Un’azienda che è prima di tutto una scelta di vita
Mantenera non è nata per fare impresa, ma per dare forma a un modo diverso di abitare il mondo.
Non ci sono stati bandi, contributi o scorciatoie. Ogni passo è stato costruito con le proprie mani.
L’olio non è solo un prodotto:
è un racconto,
è un invito a rallentare, a osservare, a rispettare.
E forse è proprio questo il senso più profondo di Mantenera: non possedere la terra, ma attraversarla con cura.




