Un piccolo verde urbano, d'estate

La foto dell'inaugurazione è a maggio. Ad agosto la pianta è secca, e nel gruppo di messaggi nessuno sa di chi fosse l'annaffiatoio.

Ilaria Vincitore è consulente tecnica in agricoltura, con radici in Sicilia. Nei lavori che segue il verde urbano torna spesso: un'aiuola, un cortile, un pezzo di terra in paese. Il giorno della messa a dimora non decide se la pianta resta. Lo decidono l'acqua delle settimane dopo, e la persona che la porta.

Di chi è il terreno

Comune, condominio, associazione. Se l'acqua è «di tutti», in pratica non è di nessuno. Un rubinetto a pochi metri cambia il progetto. Un rubinetto a due isolati lo trasforma in un favore, e un favore dura un mese.

In un'estate lunga e calda, come quelle siciliane, una pianta giovane non arriva da maggio a settembre con la sola pioggia. Va detto nella riunione in cui si sceglie la specie. Non a agosto, quando le foglie sono già accartocciate.

La pianta giusta per quel sole

Una specie che beve poco è una scelta. Una pianta da ombra messa in pieno sole è un errore fatto per la foto del giorno uno. Si guarda l'esposizione di quel cortile, non la copertina del catalogo.

Poi serve un turno scritto. Due persone, un giorno della settimana, un secchio o un tubo. Se il turno non è scritto, il verde è un evento. Un evento finisce quando finiscono i fotografi.

La pianta di settembre

L'inaugurazione si può fare. Il progetto, però, è la pianta che a settembre è ancora lì, e qualcuno che sa perché è stata scelta quella.

Suolo, acqua, chi vive il posto: stanno tutti in quel secchio di agosto. Se il secchio c'è, il resto si può raccontare senza imbarazzo. Se non c'è, resta la didascalia di una pianta morta.

Il suolo del cortile, spesso, è l'altra metà del problema. Terra battuta, compatta, che d'inverno non drena e d'estate si spacca. Una buca stretta, riempita di terriccio buono solo nel vaso della foto, non basta a una pianta che deve passarci l'anno. Si allarga la buca, si guarda se l'acqua resta o scappa, e solo allora si mette a dimora.

Chi racconta questi progetti — imprenditoria dei territori, verde di paese, chi se ne prende cura quando l'entusiasmo della giornata è finito — ha un metro semplice. A settembre la pianta c'è ancora, e il nome di chi annaffia è scritto da qualche parte. Non resta nella memoria di chi ha organizzato la mattina.